Visualizzazione post con etichetta Pensieri del bambino che legge i fumetti vicino all'edicola mentre il mondo esplode. Mostra tutti i post
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venerdì 6 gennaio 2012

mercoledì 28 dicembre 2011

Quando una ciocca fuori posto ti cambia l'identità. Superman

Il caro Eco in Apocalittici e integrati gli dedica un intero capitolo, ha al suo attivo centinaia di film, serie televisive e radiofoniche, cartoni animati, è l'unico che è veramente morto e soprattutto veramente risorto. Non è un aereo, un missile, un razzo, è rosso e blu: è Superman!
In origine, prima di diventare il grande boy scout che tutti conosciamo, doveva essere un terrorista creato da uno scienziato pazzo, poi la premiata ditta di creatori  Siegel & Shuster decide di virare, siamo alla fine degli anni '30, verso il classico personaggio emersoniano (leggi americano) che, dotato di poteri, li mette disinteressatamente al servizio della società. Nasce così il nostro protettore preferito.
Per poter agire inosservato, il nostro eroe però è dotato di un alter ego: se quando calza una tutto sommato ridicola tuta aderente è un essere dalle capacità sovraumane, quando veste come un perfetto cittadino americano, a diventare ridicoli diventano i modi: il giornalista Clark Joseph Kent, a dispetto della notevole stazza, si trasforma in una mammoletta appena succede il minimo trambusto. Il tutto ha una ragione sia interna alla logica del personaggio, sia commerciale: da un lato, nella finzione delle storie, Clark storna da se l'idea che sia lui il misterioso salvatore che appare e scompare, mentre dal punto di vista commerciale, il piccolo e pauroso Clark Kent offre un alibi a tutti gli umani lettori di Superman, che alla lunga si sarebbero stancato di doversi confrontare con un eroe impeccabile e indistruttibile, che, soprattutto, sa sempre cosa fare. E lo fa. Come tutte le storie che si rispettino, anche Superman ha dei sentimenti, ovviamente verso una feconda e sana donna americana, Loys Laine. Già nella prima storia si instaura un triangolo particolare: Clark (l'imbranato) ama Loys, che lo disprezza in quanto imbranato ma stravede per Superman, senza sapere ovviamente che Superman e Clark sono la stessa persona. Ai nostri occhi può sembrare una cosa banalissima, ma negli anni 40 le storie d'amore color pastello tiravano alla grande. Una curiosità: all'inizio Superman non vola, ma fa lunghissimi salti. Probabilmente la posizione di un saltatore, con le gambe molto divaricate, poco si confà al difensore dell'universo, quindi in seguito il nostro sfreccerà per i cieli, rompendo anche spesso e volentieri il muro del suono e doppiando la velocità della luce, nel caso avesse avuto il bisogno di tornare indietro nel tempo.
Come si vede da questo video, Superman non ha un habitat neutro, non potrebbe vivere ovunque: Superman è americano, incarna lo spirito (ottuso in molti casi) di una nazione ben precisa, che, pensando di avere Dio dalla propria parte, dal 1776 ad oggi si è schierata sempre e comunque (almeno a parole) col bene. Per questo é bello, intelligente, saggio, e ha solo una ciocca di capelli fuori posto.
 Superman  ha battuto l'asse Tokio - Berlino. Non date più retta ai libri di storia, ma leggete Superman!

Ovviamente, essendo in produzione da oltre 70 anni, è impossibile delineare una cronistoria del nostro, anche perché nei fumetti il tempo non passa mai, sono veramente pochi gli eventi che segnano il prima e il poi, quindi potremmo stare per secoli a collegare avventure che non non hanno nessun nesso temporale, che potrebbero, diciamo così, essere tutte parallele.  Un ciclo di storie mi colpì molto, perché dava una chiave di lettura del personaggio, e soprattutto della sua stentorea moralità, abbastanza inquietante. Colpevolmente ho dimenticato di dire che Superman è un alieno,l'ultimo discendente dei Kriptoniani, un pianeta ormai distrutto in cui viveva una razza superiore a quella umana. Ebbene, grazie a questo elemento che pure è sempre stato presente fin dal primo albo,  quel genio di Alan Moore ha mostrato come Superman non sia per niente un santo, ma essendo un alieno, agisce secondo un codice dicomportamento alieno, che per gli umani (americani) è quello che rasenta la perfezione. Quindi se Superman abitasse su Kripton, non sarebbe Superman.



Due paroline sulla diffusione in Italia. Da noi arrivò nel 1939 in Italia con il nome di Ciclone (sic!) sui littori Albi dell'Audacia, dove però erano presenti anche storie di Superman scritte, disegnate, inchiostrate e colorate da autori italiani. Negli anni '60 ricomparve come Nembo Kid, pubblicato dalla Mondadori. Dopo la crisi che negli anni '80 fece sparire dall'Italia i fumetti seriali americani è ritornato più forte e figo di prima nel '93. 
Addirittura gli tingevano i capelli.

Dal momento che avete avuto la pazienza di arrivare fino alla fine, vi lascio con il primo episodio della serie animata del 1941, in inglese ma sottotitolato in italiano.

venerdì 16 dicembre 2011

The Man without Fear


Con questo post do l'avvio ad una serie di interventi in cui parlerò di cose che in maniera più o meno cosciente popolano il mio immaginario o che mi incuriosiscono, che hanno fatto sì che nascesse in me un legame verso qualcosa che non esiste concretamente, ma solo nella misura in cui io accetto che esista.In qualità di animale affabulatore, che parla e vuole sentir parlare mi sono particolarmente trovato avvinghiato dalle varie vicissitudini di un avvocato cieco, di nome Matt Murdock, brillante cassazionista americano (anche se in America i cassazionisti non esistono), avvocato di prestigio che di notte (e a volet anche di giono), smessi i completi fighissimi di 400 dollari diventa il giustiziore mascherato di nome DareDevil. Non essendo un super eroe in piena regola, poichè non ha poteri partoilari, se non i sensi particolarmente sviluppati (infatti non l'ho mai visto ascoltare musica da un ipod) e i riflessi di un ottimo atleta, il nostro eroe non si occupa di una città tentacolare, di una metropoli cibernetica, ma di un solo quartiere di New York, dove è nato e dove si è formato come persona, dove ha potuto conoscere la miseria e l'amore del padre picchiatore della mala di giorno, pugile di sera, esempio moralmente inattaccabile sempre,il quartiere di Hell's Kitchen, dove anche da avvocato fighissimo continuerà a vivere. In tutto l'universo Marvel Devil è stato uno dei meno sfruttati,al contrario dell'ipertrofico ArrampicaMuri, che per un periodo ha avuto una distribuzione addirittura quotidiana, ma il nostro Devil è anche l'eroe che penso più di tutti abbia avuto cicli narrativi fantastici (sto completando la lettura di quello della premiata coppia Bendis e Maalev, assolutamente spettacolare): basti pensare che con lui si è fatto le ossa Frank Miller con un ciclo epico (La saga di Elektra) e uno un po' più scarsino(Born Again) che però in tre pagine distrugge tutto il mondo che girava intorno all'avvocato dai capelli rossi, e dopo aver tagliato ogni filtro trarealtà e fumetto, ricostruisce proprio nel mondo duro, concreto e assolutamente quotidiano l'universo di Devil. Senza contare Devil Father, o Diavolo custode, firmat ela prima da Joe Quesada e la seconda da regista Kevin Smith. Ovviamente, e anche fortunatamente, ci sono tantissime altre cose che non ho ancora letto e che leggerò, quindi non sto qui a dilungarmi su eventuali intrecci narrativi (come sempre sono fiducioso che ci sia qualcuno che forse potrebbe aver voglia di leggere questo post e che - questo sarebbe il colmo- possa aver quasi voglia di leggere Devil). Il fascino di queste storie è che appunto sono realistiche, violente  e quotidiane, l'unico tocco irreale è dato dal personaggio che è il più irreale ma allo stesso tempo più calato di me e di te nella realtà. Un eroe che per amore cambia la sua livrea gialla (oggettivamente ridicola, ma era un cimelio del papà puglie Jack "battlin'" Murdock) in una aderentissima tutina rossa (che non permetterebbe a nessuno di sgarrare nemmeno con un ChupaChups), che  sebbene privo della vista percepisce il mondo e le persone meglio di chi  ha undici decimi perfetti, perchè ne ascolta il battito cardiaco, ne percepisce il calore  e l'odore del sudore. E' forse il personaggio che da più tempo avrebbe bisogno di un analista serio, perchè sia da avvocato che da guardiano si pone sempre dei limiti, per poter rivestire etrambi  i ruoli al meglio.Il meglio per quelli fuori, mica il meglio per lui. E'  uno che potrebbe stare lì a piangersi addosso perchè non ci vede ed essere giustificato d tutti noi normodotati e mediocri ( ancora di più perchè essendo banalmente normali ci sentiremmo anche migliori), e invece ad Hell's Kitchen, quindi nel suo mondo, e nel nostro quando apriamo un suo albo, è sempre il migliore. Con tutto ciò che questo comporta.

E' interessante anche la storia dell a sua diffusione in Italia: fu il primo supereroe Marvel a giungere da oltre Oceano; noi,  a parte la produzione italiana che esclusi rari casi non mi ha mai emozionato più di tanto, conoscevamo solo Superman prima sotto il littoriano nome di Tuono, poi di Nembo Kid ( il ragazzo nuvola??), che oltre alla lingua aveva anche cambiato costume, una aderente costumino rosso, e Batman, se non ricordo male chiamato banalmente "Pipistrello". Il nostro fu portato e tradotto da  quei geni dell'Editoriale Del Corno nel 1970, pubblicato nella testata "L'incredibile Devil". Come spesso accadea tutti i sogni (una casa indipendente che sforna fumetti propri e lancia sul mercato le "avanguardie" americane, quando in Italia non si riesce ad uscire dallo schema di  Tex o di Diabolk), dopo 5 anni la casa chiude (lacrimuccia) e la distribuzione in Italia dei fumetti americani riprenderà solo alla fine degli anni ottanta, quando si assisterà al terremoto de "Il Ritorno del Cavaliere Oscuro" sullepagine prima di "Linus", poi di "Corto Maltese". Ma, come diveva quel tale, questa è un'altra storia.
Che chiusura figa che ho fatto.


Hell's Kitchen è il mio quartiere. Di notte mi aggiro sui tetti e tra i vicoli, e vigilo nell'oscurità. Per sempre nell'oscurità. Un Diavolo Custode!