sabato 11 maggio 2013

Al disastro del presente

Vivere il proprio tempo sapendo, coscienza di carne, che c’è stato altro e altro ci sarà dall’oggi. La società non è nata il 25 aprile del 1945, la cultura non è riducibile all’epopea del beat che pare averci generati, e per far fronte al disastro del presente qualche lezione di storia e d’arte bisogna pur farle. E’ obbligatorio. FLG







giovedì 25 aprile 2013

25 Aprile


La storia non si snoda
come una catena
di anelli ininterrotta.
In ogni caso
molti anelli non tengono.
La storia non contiene
il prima e il dopo,
nulla che in lei borbotti
a lento fuoco.
La storia non è prodotta
da chi la pensa e neppure
da chi l'ignora. La storia
non si fa strada, si ostina,
detesta il poco a poco, non procede
né recede, si sposta di binario
e la sua direzione
non è nell'orario.
La storia non giustifica
e non deplora,
la storia non è intrinseca
perché è fuori.
La storia non somministra carezze o colpi di frusta.
La storia non è magistra
di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve
a farla più vera e più giusta.
La storia non è poi
la devastante ruspa che si dice.
Lascia sottopassaggi, cripte, buche
e nascondigli. C'è chi sopravvive.
La storia è anche benevola: distrugge
quanto più può: se esagerasse, certo
sarebbe meglio, ma la storia è a corto
di notizie, non compie tutte le sue vendette.
La storia gratta il fondo
come una rete a strascico
con qualche strappo e più di un pesce sfugge.
Qualche volta s'incontra l'ectoplasma
d'uno scampato e non sembra particolarmente felice.
Ignora di essere fuori, nessuno glie n'ha parlato.
Gli altri, nel sacco, si credono
più liberi di lui.

domenica 7 aprile 2013

Nottola di Minerva



La filosofia arriva sempre troppo tardi. Come pensiero del mondo, essa appare per la prima volta nel tempo, dopo che la realtà ha compiuto il suo processo di formazione ed è bell'e fatta. [...] La nottola di Minerva inizia il suo volo sul far del crepuscolo.

G.W.F. Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto, Prefazione

domenica 31 marzo 2013

Pisciare controvento





I miei disegni sono realizzati a mano, in un unico esemplare su carta. Sono quindi destinati a sparire presto. L’unica cosa che mi interessa è l’emozione. Mi piace l’idea di lavorare a tempo perso, di pisciare controvento, costruendo cose effimere, dei piccoli chiassi allegorici, infinitamente irrisori. E tanto meglio se un passante, anche uno solo, si ferma a guardare.

http://www.ziguline.com/zilda-quadri-effimeri-in-una-citta-effimera/

martedì 26 marzo 2013

PPP a Caserta





Lo intravedi, Palazzo Reale, in una luce accesa e malinconica, scolpito nella sua polvere, rosa, di quel rosa che hanno le architetture nei sogni. Sembra scrostato e cadente, con uno strato di quelle luci rosa che regge ancora immenso com'è. Giungendo col rapido te lo trovi avanti inaspettato, tanto più che non sai di essere giunto a Caserta; e poi magari il pomeriggio sta declinando, e la luce è ancora più accesa e malinconica.


Totale e concreta come la luce è la noia. Gli abitanti di Caserta sembrano afoni. Mi sono spinto verso il cuore della cittadina fino a un vasto piazzale dove si stava smontando il mercato della mattina, tra bivacchi di cavoli e fichi d'India, senza sentire un grido


Pier Paolo Pasolini, Visioni del Sud,1951 in  Romanzi e racconti 1946-1961

domenica 10 marzo 2013

Padre spirituale




 "Vedete, li avevo assassinati tutti io stesso", spiegò Padre Brown, "per questo naturalmente, sapevo come erano andate le cose" [...] "Avevo preparato ciascun delitto con ogni cura", continuò Padre Brown, "avevo vagliato esattamente come esso potesse esser compiuto e con quale stato mentale un uomo potesse compierlo. E quando fui perfettamente sicuro di essere io stesso nelle condizioni dell'assassino, naturalmente seppi chi egli fosse" [...] "Intendo dire che realmente mi son visto, ho visto me stesso, commettere gli assassinii. [...]. Intendo dire che ho pensato e ripensato come un uomo possa diventare così, finché mi resi conto che ero simile a lui, in tutto, eccetto che nella volontà di compiere l'azione finale." "Io aspetto di essere dentro un assassino, io attendo finché penso i suoi stessi pensieri, e lotto con le sue stesse passioni, finché io mi sono piegato nell'atteggiamento del suo odio che spia e che colpisce, finché io vedo il mondo con i suoi stessi biechi occhi iniettati di sangue..."

G.K. Chesterton, Il segreto di padre Brown.

mercoledì 27 febbraio 2013

Ond' io sovente arrosso e disfavillo


La provedenza, che quivi comparte 
vice e officio, nel beato coro 
silenzio posto avea da ogne parte,

quand' ïo udi': «Se io mi trascoloro, 
non ti maravigliar, ché, dicend' io, 
vedrai trascolorar tutti costoro.

Quelli ch'usurpa in terra il luogo mio, 
il luogo mio, il luogo mio, che vaca 
ne la presenza del Figliuol di Dio,

fatt' ha del cimitero mio cloaca 
del sangue e de la puzza; onde 'l perverso 
che cadde di qua sù, là giù si placa». [...]

«Non fu la sposa di Cristo allevata 
del sangue mio, di Lin, di quel di Cleto, 
per essere ad acquisto d'oro usata;

ma per acquisto d'esto viver lieto 
e Sisto e Pïo e Calisto e Urbano 
sparser lo sangue dopo molto fleto.

Non fu nostra intenzion ch'a destra mano 
d'i nostri successor parte sedesse, 
parte da l'altra del popol cristiano;

né che le chiavi che mi fuor concesse, 
divenisser signaculo in vessillo 
che contra battezzati combattesse;

né ch'io fossi figura di sigillo 
a privilegi venduti e mendaci, 
ond' io sovente arrosso e disfavillo.

In vesta di pastor lupi rapaci 
si veggion di qua sù per tutti i paschi: 
o difesa di Dio, perché pur giaci?

Del sangue nostro Caorsini e Guaschi 
s'apparecchian di bere: o buon principio, 
a che vil fine convien che tu caschi!

Ma l'alta provedenza, che con Scipio 
difese a Roma la gloria del mondo, 
soccorrà tosto, sì com' io concipio;

e tu, figliuol, che per lo mortal pondo 
ancor giù tornerai, apri la bocca, 
e non asconder quel ch'io non ascondo».

Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso XXVII, vv.16-27 e vv. 40-66.