domenica 7 aprile 2013

Nottola di Minerva



La filosofia arriva sempre troppo tardi. Come pensiero del mondo, essa appare per la prima volta nel tempo, dopo che la realtà ha compiuto il suo processo di formazione ed è bell'e fatta. [...] La nottola di Minerva inizia il suo volo sul far del crepuscolo.

G.W.F. Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto, Prefazione

domenica 31 marzo 2013

Pisciare controvento





I miei disegni sono realizzati a mano, in un unico esemplare su carta. Sono quindi destinati a sparire presto. L’unica cosa che mi interessa è l’emozione. Mi piace l’idea di lavorare a tempo perso, di pisciare controvento, costruendo cose effimere, dei piccoli chiassi allegorici, infinitamente irrisori. E tanto meglio se un passante, anche uno solo, si ferma a guardare.

http://www.ziguline.com/zilda-quadri-effimeri-in-una-citta-effimera/

martedì 26 marzo 2013

PPP a Caserta





Lo intravedi, Palazzo Reale, in una luce accesa e malinconica, scolpito nella sua polvere, rosa, di quel rosa che hanno le architetture nei sogni. Sembra scrostato e cadente, con uno strato di quelle luci rosa che regge ancora immenso com'è. Giungendo col rapido te lo trovi avanti inaspettato, tanto più che non sai di essere giunto a Caserta; e poi magari il pomeriggio sta declinando, e la luce è ancora più accesa e malinconica.


Totale e concreta come la luce è la noia. Gli abitanti di Caserta sembrano afoni. Mi sono spinto verso il cuore della cittadina fino a un vasto piazzale dove si stava smontando il mercato della mattina, tra bivacchi di cavoli e fichi d'India, senza sentire un grido


Pier Paolo Pasolini, Visioni del Sud,1951 in  Romanzi e racconti 1946-1961

domenica 10 marzo 2013

Padre spirituale




 "Vedete, li avevo assassinati tutti io stesso", spiegò Padre Brown, "per questo naturalmente, sapevo come erano andate le cose" [...] "Avevo preparato ciascun delitto con ogni cura", continuò Padre Brown, "avevo vagliato esattamente come esso potesse esser compiuto e con quale stato mentale un uomo potesse compierlo. E quando fui perfettamente sicuro di essere io stesso nelle condizioni dell'assassino, naturalmente seppi chi egli fosse" [...] "Intendo dire che realmente mi son visto, ho visto me stesso, commettere gli assassinii. [...]. Intendo dire che ho pensato e ripensato come un uomo possa diventare così, finché mi resi conto che ero simile a lui, in tutto, eccetto che nella volontà di compiere l'azione finale." "Io aspetto di essere dentro un assassino, io attendo finché penso i suoi stessi pensieri, e lotto con le sue stesse passioni, finché io mi sono piegato nell'atteggiamento del suo odio che spia e che colpisce, finché io vedo il mondo con i suoi stessi biechi occhi iniettati di sangue..."

G.K. Chesterton, Il segreto di padre Brown.

mercoledì 27 febbraio 2013

Ond' io sovente arrosso e disfavillo


La provedenza, che quivi comparte 
vice e officio, nel beato coro 
silenzio posto avea da ogne parte,

quand' ïo udi': «Se io mi trascoloro, 
non ti maravigliar, ché, dicend' io, 
vedrai trascolorar tutti costoro.

Quelli ch'usurpa in terra il luogo mio, 
il luogo mio, il luogo mio, che vaca 
ne la presenza del Figliuol di Dio,

fatt' ha del cimitero mio cloaca 
del sangue e de la puzza; onde 'l perverso 
che cadde di qua sù, là giù si placa». [...]

«Non fu la sposa di Cristo allevata 
del sangue mio, di Lin, di quel di Cleto, 
per essere ad acquisto d'oro usata;

ma per acquisto d'esto viver lieto 
e Sisto e Pïo e Calisto e Urbano 
sparser lo sangue dopo molto fleto.

Non fu nostra intenzion ch'a destra mano 
d'i nostri successor parte sedesse, 
parte da l'altra del popol cristiano;

né che le chiavi che mi fuor concesse, 
divenisser signaculo in vessillo 
che contra battezzati combattesse;

né ch'io fossi figura di sigillo 
a privilegi venduti e mendaci, 
ond' io sovente arrosso e disfavillo.

In vesta di pastor lupi rapaci 
si veggion di qua sù per tutti i paschi: 
o difesa di Dio, perché pur giaci?

Del sangue nostro Caorsini e Guaschi 
s'apparecchian di bere: o buon principio, 
a che vil fine convien che tu caschi!

Ma l'alta provedenza, che con Scipio 
difese a Roma la gloria del mondo, 
soccorrà tosto, sì com' io concipio;

e tu, figliuol, che per lo mortal pondo 
ancor giù tornerai, apri la bocca, 
e non asconder quel ch'io non ascondo».

Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso XXVII, vv.16-27 e vv. 40-66.



lunedì 28 gennaio 2013

Sorpassati



Tra tutte le opere
io prediligo quelle usate.
I bacili di rame ammaccati, appiattiti sugli orli,
le forchette e i coltelli dai manici di legno
che molte mani hanno logorato : queste mi parvero
le più nobili forme. Così anche i selci
che circondano le vecchie case,
smussati dai molti piedi che li calpestarono,
coi ciuffi d'erba che vi crescono in mezzo : queste
sono felici opere.

Entrate nell'uso molteplice, sovente variando aspetto,
migliorano la loro guisa, si fanno pregevoli
perchè sovente saggiate.
Persino i frammenti di sculture
con le loro mani mozze m'incantano. Per me
vissero anch'essi. Furono portati anche se poi lasciati cadere.
Anche se travolti stettero pure a non grande altezza.
Gli edifici mezzo diroccati
riprendono l'aspetto di maestosi disegni
ancora incompiuti : le loro belle misure
sono già intuibili; è necessario però
il nostro intendimento. Eppure
hanno già servito, sono anzi già sorpassati. Il sentirlo
mi rende felice.

Bertolt Brecht, "Poesie inedite e sparse 1913-1933"


domenica 27 gennaio 2013