Visualizzazione post con etichetta Modus operandi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Modus operandi. Mostra tutti i post

giovedì 23 agosto 2012

Postulati fisiologici

                Bansky       Il graffito “che pulisce”


Dopo avere assai lungamente letto i filosofi tra le righe, dopo averli osservati attentamente, io mi dico: bisogna ancora collocare la maggior parte del pensare consciente, e perfino il pensare filosofico tra le attività dell'istinto: bisogna cominciare ad imparare da capo come si è fatto a proposito dell'atavismo e dell'«ereditarietà». Come l'atto della nascita per sé stesso non può esser preso in considerazione nel processo e nel progresso dell'ereditarietà, così del pari la «coscienza» non può venir contrapposta in senso decisivo all'istinto. Quasi tutto il pensare cosciente del filosofo é diretto segretamente dai suoi istinti ed é costretto a prendere una via determinata. Anche dietro la logica e le sue mosse, in apparenza splendidamente indipendenti si celano apprezzamenti di valore, o, per parlare più chiaramente, postulati fisiologici per la conservazione d'una data specie di vita. Per esempio, che il determinato abbia maggior pregio dell'indeterminato, che all'apparenza valga meno della «verità» : cotali apprezzamenti, per quanto possa essere la loro importanza regolatrice per noi, non sono che apprezzamenti soggettivi, una specie di « niaiserie », la quale può essere necessaria per la conservazione di esseri quali noi siamo. Sempre ché non debba esser proprio l'uomo " la misura delle cose "

F.W. Nietzsche, Al di là del bene e  del male, 1886

giovedì 10 maggio 2012

Pusilla res mundus est


per Seneca e Lucano, di Cordova,
che prima dello spagnolo
scrissero tutta la letteratura spagnola.

J.L. Borges, Ringraziare voglio il divino labirinto

Studiando i classici, soprattutto studiando quanto nei secoli è stato detto su di essi, si ha l'idea che il mondo sia stato da essi sviscerato. Nel Medioevo funzionava su per giù così: lo ha detto Aristotele, allora è vero. C'è anche chi porta l'esempio dell'imperatore Tiberio, che a un vetraio che aveva inventato il vetro infrangibile, invece di premiarlo, comminò la pena di morte (più precisamente lo buttò in pasto alle murene della sua villa di Capri)  perchè il vetro infrangibile avrebbe mandato per strada tutti i vetrai dell'impero. C'è chi dice che se avessimo per intero gli Elementi di Euclide, i vari Bonaventura Francesco Cavalieri, Newton, Lindemann, Gauss non avrebbero trovato spazio in alcun libro di fisica o geometria. Per non parlare dei poeti, storici letti sempre e comunque in chiave ipermoderne e sostanzialmente anacronistiche, anch'essi a loro modo definitivi nella storia dell'umanità. Ho trovato, su suggerimento di un amico, un passo di Seneca che, quasi prevedendo tutto ciò, così avvertiva i lettori delle sue Naturales Quaestiones

 Quam multa animalia hoc primum cognouimus saeculo, quam multa negotia ne hoc quidem! Multa uenientis aeui populus ignota nobis sciet; multa saeculis tunc futuris, cum memoria nostri exoleuerit, reseruantur: pusilla res mundus est, nisi in illo quod quaerat omnis mundus habeat. (Nat. Quae. 7.30-5)


(Quanti animali abbiamo conosciuto per la prima volta in questo secolo, e quante cose ancora ignoriamo! I popoli futuri conosceranno molte cose che noi ignoriamo: molte ancorasono riservate per i secoli ancora futuri, quando sarà svanita la nostra memoria: il mondo sarebbe piccola cosa, se in esso ogni generazione non trovasse cose su cui fare ricerca!)


P.S. Solo una volta riletto tutto mi sono reso conto che ho citato in limine tre versi di Borges che contraddicono quanto dico nel post. Ma è Borges e tanto basta.





lunedì 30 gennaio 2012

Come non detto

Ero a corto di ideali. Avevo un alibi, perché amando Amparo facevo all'amore con il TerzoMondo. Amparo era bella, marxista, brasiliana, entusiasta, disincantata, aveva una borsa di studio e un sangue splendidamente misto. Tutto insieme.
L'avevo incontrata a una festa e avevo agito d'impulso: "Scusami, ma vorrei fare all'amore con te.",
"Sei uno sporco maschilista."
"Come non detto."
"Come detto. Sono una sporca femminista."
Stava per rientrare in patria e non volevo perderla. Fu lei che mi mise in contatto con un'università di Rio dove cercavano un lettore d'italiano. Ottenni il posto per due anni, rinnovabili.Visto che l’Italia mi stava andando stretta, accettai.

Umberto Eco, Il pendolo di Foucault, 1988